Top Cucina in Gres Porcellanato: La Guida Definitiva alla Scelta, tra Alta Resistenza, Design e Costi

La scelta del piano di lavoro (il top) è probabilmente la decisione più critica nella progettazione di una nuova cucina. Non è solo una questione estetica: è il “banco di prova” quotidiano dove si taglia, si impasta, si appoggiano pentole roventi e si versano liquidi.

Negli ultimi anni, una tecnologia ha superato tutte le altre per prestazioni e resa estetica: il Gres Porcellanato. Ma è davvero il materiale perfetto? E quanto incide sul budget? In questa guida completa analizzeremo nel dettaglio le caratteristiche dei piani in gres, svelandone i grandi pregi, le diverse opzioni di spessore, i costi reali e l’unico vero “Tallone d’Achille” che ogni acquirente consapevole deve conoscere.

Che cos’è il Top in Gres Porcellanato?

Prima di parlare di prestazioni, capiamo di cosa stiamo parlando. I piani in gres non sono semplici piastrelle. Sono lastre di grandi dimensioni ottenute attraverso un processo di sinterizzazione. Quindi non una semplice “ceramica”! Materie prime naturali (argille, sabbie, feldspati) vengono pressate con una forza enorme e poi cotte a temperature superiori ai 1200°C. Il risultato è un materiale inerte, compatto e durissimo, che non contiene resine (a differenza del quarzo) e che replica fedelmente materiali naturali come marmi, pietre o cementi, attraverso un processo di “stampa” che assimila il Gres a queste superfici.


I 3 Pilastri della Resistenza: Perché scegliere il Gres

Se cerchi un piano che “non teme nulla”, il gres è tecnicamente superiore alla maggior parte delle alternative. Ecco perché:

1. Resistenza al Calore Estremo (Il vero “Game Changer”)

A differenza dei piani in quarzo (che contengono resine che possono ingiallire o bruciare se a contatto con alte temperature) o dei laminati, il gres nasce dal fuoco. Puoi appoggiare una pentola di acqua bollente o una moka appena tolta dal fornello direttamente sul piano? Sì. Non subisce shock termici e non cambia colore. Per chi ama cucinare davvero, questa è una libertà impagabile.

2. Igiene e Impermeabilità

Il gres porcellanato ha un tasso di assorbimento dell’acqua pressoché nullo (inferiore allo 0,1%). Cosa significa?

  • L’olio non penetra.
  • Il limone, l’aceto o il vino (i nemici giurati del marmo naturale) non corrodono e non macchiano la superficie.
  • È un materiale batteriostatico, facilissimo da pulire con un semplice panno umido.

3. Resistenza ai Graffi (Superficiali)

Sulla scala di Mohs (che misura la durezza dei minerali), il gres si posiziona molto in alto. Questo significa che puoi tagliare le verdure direttamente sul piano senza usare il tagliere? Tecnicamente sì, il piano non si righerà (anche se consigliamo sempre il tagliere per proteggere il filo dei tuoi coltelli!). Attenzione però: ciò non sarà mai vero per quelle che sono le lame dei coltelli in Ceramica ed in generale con tutti quei materiali che hanno una durezza pari o superiori al Gres! In quel caso è sempre bene prteggere le superfici e il nostro piano manterrà inalterata la sua bellezza


Questione di Stile e Funzione: Gli Spessori 1,2 cm e 2 cm

Il gres non è solo materia, è anche design. Una delle domande più frequenti riguarda lo spessore della lastra. Generalmente, il mercato offre due varianti principali, ognuna con una sua personalità:

  • Lo spessore da 1,2 cm (Slim): È la scelta prediletta per chi ama il design minimale e ultra-contemporaneo. Conferisce alla cucina un aspetto leggero, aereo e raffinato. È inoltre lo spessore ideale per essere utilizzato come schienale (il rivestimento della parete tra basi e pensili), permettendo di creare una continuità visiva perfetta col piano di lavoro senza appesantire la parete.
  • Lo spessore da 2 cm (Materico): Questa variante restituisce un feeling più solido e tradizionale, molto simile alla pietra massello. È perfetto per chi cerca una presenza scenica importante, specialmente su grandi isole centrali. Offre una percezione di robustezza strutturale maggiore ed è spesso preferito quando il top sporge rispetto alle basi (es. bancone snack).

Entrambi gli spessori garantiscono le medesime proprietà di resistenza superficiale e igiene, ma la scelta non è puramente estetica e progettuale, si basa anche sul costo (il top di 1,2 cm di spessore costa generalmente meno dell’altro) e sul tipo di utilizzo. Una cucina il cui piano viene spesso utilizzato per lavori molto “pesanti” (come il fare la sfoglia eo altri di questo genere) infatti merita di essere considerato più adatto ad uno spessore maggiore.


Il Punto Critico: La questione degli Spigoli e degli Urti

La trasparenza è il marchio di fabbrica dei veri professionisti. Per questo, in questa guida, dobbiamo affrontare l’aspetto più delicato di questo materiale.

In fisica, spesso durezza equivale a scarsa elasticità. Il gres è un materiale rigidissimo. Se questa rigidità è un vantaggio sulla superficie piana (non si deforma), diventa un punto di attenzione sui bordi esposti.

Il rischio “Sbrecciatura”

Il gres non teme il taglio, ma teme l’urto contundente su un punto debole. Se si colpisce violentemente lo spigolo vivo del piano con un oggetto pesante, metallico e appuntito (es. il fondo di una pentola in ghisa o un batticarne), il materiale non si “ammacca” (come farebbe l’acciaio), ma potrebbe sbrecciarsi (chipping). È un danno estetico che non compromette la funzionalità, ma che va prevenuto prestando la giusta attenzione quando si maneggiano carichi pesanti vicino ai bordi, in particolare nella zona lavello. Quando si sceglie un lavello sottopiano, abbinato con il top in gres è bene quindi sapere che questa parte di superficie deve essere trattata con molto cura


Il Dettaglio del Bordo: La Tecnologia della “Pasta in Tinta”

Potrebbe sembrare un limite, ma i produttori lo hanno risolto brillantemente utilizzando la tecnica della “Pasta in Tinta”. L’impasto interno della lastra (il “biscotto”) viene colorato con pigmenti che richiamano la tonalità dominante della superficie.

Se il top è nero, l’interno sarà nero; se è color cemento, la massa sarà grigia. Questo accorgimento garantisce una continuità visiva eccellente: il bordo, anche se lasciato a vista o lavorato, si fonde cromaticamente con la superficie. Questa coerenza estetica, unita alle prestazioni quasi indistruttibili, rende oggi il Gres un vero Must-have per chi acquista una cucina moderna, superando di gran lunga le vecchie alternative.

Quanto costa un Top in Gres? Il Valore dell’Investimento

Arriviamo alla nota dolente: il prezzo. Non giriamoci intorno, il gres porcellanato si posiziona in una fascia di prezzo medio-alta, superiore ai classici laminati, agli stratificati HPL e spesso anche a molti quarzi base. Il costo riflette l’alta tecnologia produttiva e le prestazioni eterne del materiale: è un top pensato per durare quanto la casa stessa, senza mai deteriorarsi.

L’Opportunità di Centrocucine Firenze

Tuttavia, il prezzo di listino non deve spaventare. Grazie ai volumi gestiti e agli accordi diretti con i produttori, Centrocucine Firenze riesce a proporre i piani in gres porcellanato a condizioni economiche eccezionali. Spesso inseriamo questo materiale in promozioni dedicate che rendono il lusso del gres accessibile quanto un piano in quarzo standard. Acquistare una cucina completa da noi significa poter accedere a questo materiale “premium” senza far esplodere il budget.

Il top in gres porcellanato è la scelta ideale per te se:

  • Vuoi la libertà di appoggiare pentole calde senza cercare sottopentola.
  • Cerchi un’estetica raffinata (sia essa minimal da 1,2 cm o solida da 2 cm).
  • Vuoi un materiale igienico che non teme macchie.
  • Sei disposto a trattare gli spigoli con la cura che merita un oggetto di design.

Stai valutando quale top inserire nel tuo progetto su misura? Passa a trovarci al Centrocucine Firenze per scoprire le nostre offerte attuali sui piani in gres.

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